venerdì 8 ottobre 2010

Recensione: The Secret - Solve Et Coagula



Genere: Grindcore

Uscita:  2010 / Southern Lord

Tipo: Full-length


Nuovo disco da parte dei The Secret che presente 12 tracce che spaziano tra grindcore e post metal.Nell'ascoltare questo disco mi sono venuti in mente gli svedesi Totalt Jävla Mörker solo che i nostri suonano più neri ed incazzati con un cantante che sbava rabbia con uno scream raggelante. Nel disco la maggioranza delle canzoni hanno un impronta grindcore infatti la durata delle canzoni è abbastanza corta, ma il brano ad esempio è un monolite pesantissimo dove chitarre dal sapore Neurosis/Isis muovono le fila, mentre negli ultimi tre troviamo quella lentezza e la pesantezza di Cross Builder che si contrasta con la velocità rabbiosa  marchio di fabbrica della band creando un'amalgama devastante pronta a distruggere tutto...
Una nota di merito per lo splendido artwork... una piacevola sorpresa.

Voto: 8/10

Tracklist

1.   Cross Builder

2.   Death Alive

3.   Double Slaughter

4.   Where It Ends

5.   Antitalian

6.   Weatherman

7.   Pleasure In Self Destruction

8.   Eve Of The Last Day

9.   Pursuit Of Discomfort

10. Bell Of Urgency

11. War Desire

12. 1968


Matteo "Marciottide"

Contatti: http://www.myspace.com/thesecret

mercoledì 6 ottobre 2010

Intervista a: Malanoctem



Salve ragazzi, benvenuti sulla MOA webzine. Siete da poco sulle scene, quindi presentatevi ai nostri lettori

Ciao a tutti, sono Marco D. Falco, batterista dei Malanoctem, band geograficamente nata a Lanciano nel 2006 con lo scopo di esplorare le varie sfaccettature della musica Metal (e non solo), senza i limiti e le imposizioni che questo genere si ostina spesso a portarsi dietro.
L'obiettivo della Band è valorizzare la personalità e le influenze di ogni singolo componente del gruppo, cercando di farle confluire in maniera omogenea in un'unica direzione, al fine di rendere la nostra musica credibile e coerente con se stessa, e perché no, anche personale.
Non vogliamo fare gli alternativi a tutti i così, ma solo essere noi stessi.
Puro istinto e nessun limite!


Nell’ultimo anno ci sono stati vari avvicendamenti nella line up, fra cui addirittura l’uscita di quelli che erano i fondatori e maggiori compositori del gruppo (Giuseppe e Matteo). Come avete affrontato la cosa e cosa è cambiato nelle dinamiche del gruppo dopo la loro defezione?

Sono stati momenti molto delicati e complicati da gestire.Si è sempre combattuti tra il bene del gruppo ed il bene del singolo.Cercare di scegliere la soluzione che accontenti tutti spesso non accontenta nessuno e quindi a malincuore si prendono decisioni drastiche.Non è stato piacevole, ma bisogna ammettere che il gruppo a livello musicale non ne ha risentito, infatti Matteo e Giuseppe sono stati principali compositori solo nella prima parte della storia del gruppo, terminata con la tua breve militanza nella Band, da quel punto in poi i Malanoctem hanno cambiato pelle e si sono evoluti e chi non è riuscito a stare al passo ha dovuto purtroppo fermarsi.
Quello che ascolterete nel nostro primo album e dal vivo saranno canzoni composte al 100% dall'attuale formazione.
I Malanoctem adesso sono solo questi, e sinceramente non potrei chiedere di meglio!


Negli ultimi tempi molte band hanno deciso di recuperare l’idioma nostrano a sfavore dell’imperante lingua inglese per i testi delle canzoni, ed anche voi avete fatto questa scelta. Come mai pensate che sia in corso questo revival della nostra lingua?

Non so come mai sempre più Band adottano questa soluzione, che in realtà non dovrebbe suscitare stupore contando che siamo in Italia.
Io di certo riuscirei ad esprimermi al 100% solo parlando la mia lingua, in inglese dovrei scendere a compromessi.Ci sono pro e contro in questa scelta ovviamente, come in tutte le cose.
Non esiste la "giusta" via e dunque noi presentiamo la "nostra" via.
Se devo dire la mia penso che accada questo in diretta conseguenza della sempre maggiore consapevolezza nei propri mezzi della scena Metal Italiana, l'esterofilia e la suddidanza nei confronti del Metal estero non ha ragione di esistere, a livello musicale ci sono alcune realtà , come Death SS e Necrodeath per dirne un paio tra "gli storici", che il resto del mondo ci invidia (e succede, anche tra i musicisti esteri affermati).
Siamo Italiani e comunichiamo in italiano, non rinneghiamo e non ci vergogniamo di ciò che siamo.


So inoltre che siete molto attaccati al vostro territorio, tanto da chiamare la band col vecchio nome di un paesino abruzzese, diteci qualcosa di più in proposito

Il nome Malanoctem deriva da "Montebello sul Sangro", un paesetto praticamente adiacente a Pennadomo, dove risiedo.L'Abruzzo ha uno splendido paesaggio naturalistico, che tutti noi apprezziamo e valorizziamo.Ed è innegabile che ciò abbia un'influenza su di noi.
Non è necessario cercare il bello sempre in terre lontane, apriamo gli occhi e sopratutto la mente e soffermiamoci un attimo a guardare a quanto ci circonda.
Con questo non intendiamo collocarci nel filone cosiddetto "Pagan Metal" o "Folk Metal", non abbiamo nulla a che vedere con queste realtà a livello musicale(pur apprezzando la proposta di molti gruppi di questo genere).
Ci stiamo solo presentando a voi dicendo:"Ragazzi, siamo Italiani, veniamo dall'Abruzzo e questo è il nostro biglietto da visita!"


Avete da poco iniziato con l’attività live. Qual è stato il responso del pubblico ai vostri primi concerti?

Considerando la nostra poca esperienza in sede live ed il fatto che i Malanoctem sono una formazione "nuova", direi che sta andando bene, i locali ci danno fiducia ed il pubblico non manca mai, per noi è già un grande risultato, specie considerando il fatto che non abbiamo ancora pubblicato il nostro primo album ed il nostro nome è dunque relativamente "sconosciuto".
Siamo solo agli inizi, ma il lavoro duro è per noi pane quotidiano.


Cosa pensate che sia il punto di forza delle vostre esibizioni e su cosa, invece, pensate ci sia da lavorare?

Abbiamo una grande carica emozionale ed una forte energia da sfogare.Nei nostri live non ci risparmiamo di certo, diamo tutto alla causa della musica.
Siamo come un'auto sportiva che viaggia in autostrada contromano a 200 km/h!Ahahah
Dobbiamo ancora lavorare su resa sonora e tecnica a livello di coesione degli strumenti in sede live.Non siamo ancora dei professionisti, questo è certo, ma il cammino intrapreso è quello giusto!


Dopo l’esperienza del “Promo 2009”, quando potremo assaggiare del nuovo materiale in studio firmato Malanoctem?


L'album uscirà sicuramente nel 2011, e non avrà nulla a che spartire con il "promo 2009".

Ci siamo presi un bel po di tempo per la composizione e arrangiamenti, abbiamo scartato moltissimo materiale, quando qualcosa non andava abbiamo reiniziato il lavoro senza pensarci troppo, abbiamo ritoccato, cambiato, tagliato.
Ogni cosa che sentivamo di poter fare, l'abbiamo fatta.
Ora i pezzi sono tutti pronti ed andranno registrati finalmente.
Sarà un lavoro molto diverso sia a livello di stile che di arrangiamenti, più maturo e più completo.
Dal mio punto di vista nettamente migliore.
Una musica che finalmente rappresenterà ogni singolo componente dei Malanoctem.


Come mai avete deciso di adottare la formula del concept per il vostro nuovo lavoro?

Per esprimere al meglio a livello di coesione musicale la nostra provenienza ed il nostro retaggio culturale. Come dicevo prima, questo non è un elogio o un'affermazione di una fantomatica supremazia da parte dell'Abruzzo su altri territori, ma solo un bilgietto da visita.Siamo Italiani, veniamo dall'Abruzzo e non fingiamo di essere ciò che non siamo.


Il vostro prossimo obiettivo?

Pubblicare il nostro primo Album, suonare live il più possibile e sopratutto cercare di offrire qualcosa di personale a chi ci ascolta o assiste ad un nostro live.
Dare un motivo per scegliere i Malanoctem invece di un'altra formazione.
Un traguardo ambizioso e fine ultimo del musicista, sono ben conscio che pochi riescono nell'impresa.
Ma questo è il nostro obiettivo, suonare ciò che ci piacerebbe ascoltare.


Bene ragazzi, vi ringraziamo e vi auguriamo un in bocca all’ulver!

Grazie a voi per il supporto e l'attenzione che riservate al Metal a tutti i livelli, permettendo a Band emergenti come la nostra di poter dire la loro.
Ciao Mirco!


Mirco "Abyss" Gnagnarelli

venerdì 1 ottobre 2010

Recensione: Amassado - Coracao Enterrado


Genere: Hardcore/Grindcore



Uscita: 2010 / Felony 1 Records


Tipo: Full-length


Gli Amassado sono un progetto formato da membri degli ottimi Modern Age Slavery e musicisti brasiliani. La loro formula è semplice: unire la cultura Latino-Americana e la musica estrema e questo già lo si nota nel vedere titoli e testi scritti in portoghese.
"Coracao Enterrado" può essere definito come una mazzata da prendere tutta d'un fiato, una bomba a orologeria pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Chitarre pesanti unite alla batteria che funge da martello o mitragliatore (fate vobis) e parti vocali di un'aggresività che ha pochi eguali. Attitudine e stile mi hanno fatto ricordare band come Asesino e Brujeria (loro stessi dicono di essere ispirati dai lavori di Cazares). Ascoltandoli potreste essere colti da una scarica di adrenalina che potrebbe portarvi a compiere atti non conformi (dai forse una furia omicida ma niente di che). Un ottimo album per un'ottima realtà.


VOTO: 7.5/10


Tracklist:


1.  Fala Agora

2.  Garganta Cortada

3.  Amassado

4.  Puta

5.  Tiroteio Assassino

6.  Ali Tem A Saida

7.  Amazonia

8.  Fobia

9.  Sombras Do Esqueiro

10. Lobotomizado

11. Boca Calada


Salvo "S."



Contatti: http://www.myspace.com/amassado

domenica 26 settembre 2010

Recensione: Mysia - No Backwards



Genere: Death

Uscita: 2008 / self 

Tipo: Demo

I Mysia,combo proveniente dalla costa abruzzese,ci propongono una loro personalissima interpretazione del metal estremo,lasciandomi però non del tutto convinto.Alcuni spunti “salvabili” sono sparsi nelle 5 tracce (più una sesta ghost track) che compongono il loro “No Backwards” (del 2008),principalmente nelle fasi più “sparate” e movimentate,quasi ai limiti del death con spunti melodici di (vecchia) scuola svedese,e qualche parte strumentale più complessa e quasi sperimentale,mentre non mi hanno per nulla convinto le fasi “lente” ed atmosferiche,in grado di generare noia,piuttosto che inquietudine o chissà cos'altro.Ogni pezzo inizia lentamente, (apparte la terza traccia,praticamente una ballad),quasi a voler spingere l'ascoltatore a premere il tasto skip,salvo poi progredire,con maggiore velocità,con vocals crude e potenti e batteria veloce,alternando anche riff poco comuni,alcuni più riusciti,altri un po' fini a sé stessi,con qualche female vocals di tanto in tanto (forse messe un po' a casaccio,per aggiungere carne al fuoco).La produzione è sufficiente,con una voce perfettamente registrata,batteria nitida,e paradossalmente sono le chitarre e il basso ad avere suoni pessimi e mal amalgamati,risultato confusionari,piatti,e in alcuni casi anche noiosi.Gruppo con buona tecnica e tante idee,seppur non molto chiare (la stessa traccia fantasma,sorta di esperimento dark/rock/non so,sembra veramente frutto di una casuale disposizione di pattern con Cubase)...spero di sentire più in là qualcosa di nuovo con una produzione migliore (data la particolarità dei riff,dei suoni di chitarra più consoni e puliti sono necessari),e magari una maggiore chiarezza di idee...suonare una versione così originale di metal è chiaramente cosa poco semplice,ed è apprezzabile ogni gruppo che tenti di dire la sua nel modo più originale possibile...ma è anche vero che bisogna sapere cosa si sta suonando,senza dover per forza essere il più “strani” possibile solo per potersi considerare “sperimentali”.

VOTO: 5.5 / 10

Tracklist

1. Unhinge My Hate

2. Her Cold Breath

3. Red Tears

4. Existence

5. Cera Vuota

6. Dark Inside (Ghost Track)


I.B.

giovedì 23 settembre 2010

Recensione: The Blessed Hellbrigade - Two Steps To The Aim Annihilation - Metastasi



Genere: Doom Metal

Uscita: 2008 / Self

Tipo: Demo

Demo del 2008 per il duo che compone i The Blessed Hellbrigade. I Nostri ci portano nei più sconfinati abissi proponendo 3 tracce di doom/black metal. I pezzi danno un senso di asfissia e confusione, ovviamente atmosfera deprimente e glaciale. Ma il punto è questo: quando suoni un genere così è normale che le innovazioni a venire saranno poche ma è anche vero che il tendersi a ripetere a volte può anche annoiare. Ecco i TBH hanno grandi potenzialità, le vocals sono laceranti ma la musica si perde in una monotonia (soprattutto nell'ultima traccia) che ha rischiato parecchio di farmi spegnere in anticipo il lettore. Di certo è un lavoro appena sufficiente, chi non può fare a meno di queste sonorità può dare un ascolto che potrebbe appassionare. 

VOTO: 6/10

Tracklist

1. Reflex Of Light (1st step to the aim annihilation)

2. Lethargy (2nd step to the aim annihilation)

3. Metastasi


Contatti: http://www.myspace.com/theblessedhellbrigade


Salvo "S."

martedì 14 settembre 2010

Recensione: June 1974 - Storia


Genere: Altro

Uscita: 2010 / Cauldron Soundwerx Productions

Tipo: Full-length

Come descrivere la musica dei June 1974? Il progetto di Federico Romano arriva al suo prim full dimostrando già una certa maturità.

I 10 brani che compongono "Storia" includono un mix di ambient, neofolk e musica neoclassica. Sognante, sperimentale, evocativo, il Nostro trova la ricetta giusta per far innamorare l'ascoltatore. E' giusto immaginare vari scenari durante il viaggio di "Storia": un paesaggio cupo e malinconico, una città in rovina oppure il semplice tramonto. Ipotesi che vanno e vengono durante l'esecuzione dei brani, possibilmente da sentire a occhi chiusi. Un disco che racchiude la libertà e la visione artistica di certe persone, creare musica senza basarsi su nessun genere, riuscire a superare i propri limiti. Un album che sia curiosi che appassionati dei generi citati su possono ascoltare, basta mettersi l'anima in pace e trovarsi nell'atmosfera giusta. Potremmo chiarma un'esperienza uditiva.

VOTO: 7/10

Tracklist:

1.  Nostalgia Moderna

2.  Son Of The Horizon

3.  Incantations

4.  The Suicide Of Virgina Woolf

5.  I'll never forget you

6.  Trance

7.  Diamond

8.  Road to perdition

9.  Storia

10. My litlle sad invisible town


Salvo "S."


Contatti: http://www.myspace.com/june1974music



mercoledì 8 settembre 2010

Recensione: The True Endless - Taurus Live Ritual



Genere: Black

Uscita: 2010 / Huginn Productions

Tipo: Live album

E' la prima volta che mi trovo dinanzi a un live album. Questa occasione me l'hanno data i True Endless, band dove milita M (Opera IX). Che dire sul prodotto? Innanzitutto da notare la discreta registrazione, si riescono a distinguere gli strumenti (nonostante in numerosi casi andiamo incontro ai classici fischi e ronzii) e la voce di M. è una sicurezza, fredda e mai sottotono anche quando va nei puliti. Anche gli altri componenti si dimostrano pronti e sbagliano poco e niente nei 36 minuti che ci accompagnano, batteria inclusa (si forse sono un pò pignolo in questo caso ma l'ascolto di quel Live In Marseille mi traumatizzò leggermente facendomi rivalutare parecchio i live album). Sinceramente ascoltare per la prima volta una band con un live album non è il modo migliore di presentarsi ma nonostante tutto i Nostri sono riusciti a convincermi e penso che questo disco si può considerare sufficiente. Ovviamente il giudizio definitivo lo darò all'ascolto di un full e/o EP. Godibili.


VOTO: 6/10


Tracklist

1. Under the Horned Waning Moon

2. The Mission

3. The Last Days Of Apokalypse

4. Black Flagellation

5. Margoroth

6. Al Fock d'la vita

7. Dominions of Euphonia


Salvo "S."

Contatti: http://www.myspace.com/thetruendless